Il Movimento Internazionale della Riconciliazione e il Movimento Nonviolento di Torino organizzano ogni anno dei campi estivi.
L’obiettivo è quello di vivere la nonviolenza. I campi estivi sono un’opportunità per vivere in maniera comunitaria, condividendo il proprio tempo con altri, confrontandosi con persone diverse, lavorando al loro fianco e quindi ampliando la propria mappa mentale.
Quest’anno sono stati programmati 6 campi su diversi temi legati alla nonviolenza, il ripudio della guerra, gli stili di vita ed altri temi propri del MIR.
I campi sono interamente basati sull’idea dello scambio e della gratuità: alle strutture che ci ospitano rimborsiamo solo le spese vive, in cambio usufruiscono del lavoro manuale a loro necessario.
Nella nostra società i lavori considerati più importanti sono quelli che coinvolgono l’intelletto. Noi invece vogliamo valorizzare il lavoro fatto con le proprie mani e svolto insieme ad altri, come scoperta della manualità e “moneta di scambio per portare un aiuto concreto alle comunità ospitanti. È bello lasciare alla comunità residente un segno tangibile del nostro lavoro. Per approfondimenti sul format e lo scopo dei campi estivi Mir-Mn, clicca qui.
Testimonianze di partecipanti degli scorsi anni
L’esperienza del campo Mir-Mn è stata per me piena di contenuti, esperienze, balli, ma soprattutto è stata piena di persone belle e intense, di risate e di gioia profonda. La prima notte abbiamo dormito, La seconda siamo andati a dormire tardi, la terza abbiamo dormito tre ore, fino ad arrivare all’ultima notte praticamente in bianco. Così bello da non volere mai che finisse.
Mirella – Rivoli
Non è semplice, a distanza di tanti anni, ricostruire con precisione ogni momento vissuto durante il campo estivo del Movimento Internazionale della Riconciliazione, tenutosi nel 2003 a Cernusco Lombardone. I ricordi non sono nitidi nei dettagli, ma restano vive alcune sensazioni, immagini e atmosfere che continuano ad avere un significato profondo.
Il campo si svolgeva in un agriturismo immerso nel verde della Brianza, messo a disposizione da una persona esterna all’organizzazione. La gestione del campo era invece affidata a Luciano e Luciana, una coppia capace di accompagnare con discrezione e autenticità la vita del gruppo, favorendo un clima accogliente e rispettoso.
Un aspetto importante dell’esperienza era il lavoro concreto per l’agriturismo che ci ospitava: al mattino, insieme agli altri partecipanti, ci si dedicava alle attività pratiche richieste, contribuendo alla cura degli spazi, alla manutenzione e ai servizi necessari alla struttura. Questo lavoro in cambio dell’ospitalità conferma lo spirito dei campi MIR/MN, basati sul principio dello scambio reciproco: ospitalità in cambio di lavoro concreto. Rappresenta una forma concreta di condivisione, un modo di dare e ricevere, espressione dello spirito di gratuità che caratterizza i campi organizzati dal MIR e dal Movimento Nonviolento, in cui il lavoro diventa occasione di collaborazione e relazione con gli altri.
Nel pomeriggio, erano spesso previsti momenti di riflessione e confronto sui temi della nonviolenza. Accanto a questi spazi più strutturati, trovavano posto anche esperienze corporee e relazionali: tra queste, i trattamenti shiatsu proposti da Luciano, che rappresentavano un’occasione di ascolto profondo e di attenzione al proprio corpo.
Non mancavano momenti di leggerezza e condivisione, come i balli popolari, che contribuivano a rafforzare il senso di gruppo e a creare un clima di partecipazione gioiosa. Inoltre, erano previste gite per scoprire particolarità del territorio, come la visita al traghetto progettato da Leonardo da Vinci, che offriva un’occasione di meraviglia e scoperta anche per chi non era esperto di storia o tecnica.
La sera, tra parole, silenzi e scambi informali, si costruivano relazioni autentiche. Più che il ricordo preciso delle singole attività, ciò che resta è il clima vissuto: un’esperienza di vita comunitaria in cui i principi della nonviolenza prendevano forma nella quotidianità, nei gesti semplici, nella cura degli altri.
In questo senso, risuona ancora significativa una riflessione del pacifista Alex Langer: “La pace non è qualcosa che si dichiara, ma qualcosa che si pratica ogni giorno.” È forse proprio questa pratica quotidiana, fatta di piccoli gesti e relazioni, l’eredità più viva di quell’esperienza.
A distanza di tempo, il campo di Cernusco, insieme agli altri organizzati dal MIR, lascia ancora una traccia discreta ma profonda, come un richiamo silenzioso a costruire, anche oggi, spazi di incontro più consapevoli e umani — spazi di cui il mondo violato, frammentato e fragile in cui viviamo sente un bisogno urgente.
Lidia – Padova
Clicca qui per scaricare il libretto completo in formato digitale e scoprire i dettagli delle sei proposte ed anche altre proposte di campi amici.
Clicca qui per condividere anche sui social media.

