IL MIR CHIEDE AL SINDACO DI NAPOLI DI PUBBLICIZZARE TRA I GIOVANI IN ETA’ DI LEVA IL DIRITTO DI OBIEZIONE DI COSCIENZA AL SERVIZIO MILITARE

COMUNICATO STAMPA DEL M.I.R. NAPOLI  DEL 15.05.2026

In occasione del 15 maggio, Giornata internazionale dell’Obiezione di Coscienza, il Presidente Nazionale e Coordinatore territoriale dello storico Movimento Internazionale della Riconciliazione, ha inviato una PEC al Sindaco di Napoli, chiedendogli di adottare un provvedimento che renda più trasparente e diretta l’informazione relativa all’iscrizione d’ufficio dei giovani nelle liste di leva del Comune, facendo loro presente la legittima possibilità di dichiararsi obiettori di coscienza al servizio militare.

«Ho sollecitato il Sindaco Manfredi a seguire il virtuoso esempio del primo cittadino di Capaci (PA), il quale si è già mosso in tale direzione, aprendo un positivo dibattito sulla esigenza di rendere i giovani in età di leva consapevoli del loro diritto – costituzionale oltre che universalmente sancito – di rifiutarsi di ‘servire la Patria’ in armi, optando quindi per un’alternativa civile, non armata e nonviolenta» dichiara Ermete Ferraro.

Nell’eventualità, purtroppo non remota, del ripristino d’urgenza con D.P.R. del servizio militare di leva “in caso di stato di guerra dichiarato o grave crisi internazionale”, si puntualizza nella lettera che tale diritto rischierebbe di essere di fatto vanificato da procedure d’urgenza laddove – “in caso di stato di guerra dichiarato o grave crisi internazionale” – si decida con D.P.R. il ripristino della coscrizione militare obbligatoria per i cittadini da 18 a 45 anni, allo stato solo sospesa

«Ho chiesto pertanto al Sindaco di far annotare ed inoltrare al Ministero tutte le dichiarazioni preventive in tal senso da parte dei giovani, raccolte ad un mese dalla pubblicazione ad inizio d’anno del manifesto comunale, ma anche di aprire una consultazione con i movimenti per la pace e con le organizzazioni che gestiscono il servizio civile, in modo da qualificare sempre più queste esperienze sul piano umano e sociale, ma anche come formazione ad una difesa civile e nonviolenta» conclude Ferraro.

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(*) Il comunicato è stato ripreso in un articolo su PRESSENZA del 15.05.2026