Parole di speranza per la pace in Terra Santa – dal presidente dell’IFOR

Estratto dalla Lettera del presidente dell’IFOR del 23 gennaio 2024, indirizzata a tutte le branche dell’IFOR

“Care sorelle e cari fratelli,vi porgo i miei migliori auguri di pace e serenità per il nuovo anno, anche se la prevalenza della guerra e della violenza nel nostro mondo rende difficile scambiarsi tali auguri, come nel caso del mio popolo e della popolazione di Gaza in particolare. Per 110 giorni abbiamo vissuto un genocidio a causa dei bombardamenti e dell’assedio totale, ora accelerato dalla fame, dalla carenza di acqua, dalla distruzione delle strutture e dei servizi medici e dalle temperature rigide. La maggior parte delle infrastrutture di Gaza è stata ridotta in macerie, insieme a più di 25.000 persone accertate finora.  È probabile che, sotto gli occhi del mondo, 2,2 milioni di abitanti di Gaza periranno nelle prossime settimane e mesi. Abbiamo un disperato bisogno di un cessate il fuoco ora, di togliere l’assedio in modo che gli aiuti umanitari possano entrare e di chiedere l’immediato rilascio di tutti gli ostaggi israeliani e palestinesi. Abbiamo bisogno di un piano per una pace giusta in Terra Santa, affinché tutti noi possiamo vivere liberamente. Secondo le parole del Rev. Dr. Martin Luther King, Jr. dobbiamo diventare una “Comunità amorevole” dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo.

Vi rivolgo, care Sorelle e cari Fratelli, a nome dell’IFOR, un impegno sempre rinnovato per la giustizia e la pace attraverso la non violenza e il diritto umano di non uccidere o essere uccisi. Il nostro mondo ha bisogno che noi ci assumiamo la responsabilità individuale e collettiva e un impegno rinnovato per cambiare la cultura della guerra, del razzismo e dell’avidità che dominano drammaticamente e sempre più il nostro mondo. Prego per tutti coloro che soffrono a causa della guerra e della violenza omicida in tutto il mondo: a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme Est, in Israele, nello Yemen e in tutto il Medio Oriente. Preghiamo per l’Afghanistan, l’Ucraina, la regione del Sahel e dei Grandi Laghi in Africa, con preghiere speciali per la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centrafricana, il Sudan, la Somalia, l’Etiopia e il Mali. Continuiamo a pregare per il Myanmar, la Colombia e le regioni dilaniate dalla guerra dell’America centrale e meridionale, compreso il Messico che è in guerra con i cartelli della droga, armati di armi statunitensi che ogni giorno attraversano il confine. Preghiamo per gli oltre 110 milioni di sfollati forzati in tutto il mondo e per i 150 milioni di senzatetto a causa della povertà. Preghiamo per il giorno in cui potremo coraggiosamente trasformare le spade in aratri. […]

Per concludere, care sorelle e cari fratelli, sono profondamente grato al Sudafrica per aver portato il caso del genocidio di Israele a Gaza davanti alla Corte internazionale di giustizia. Questa iniziativa è un raggio di luce e di speranza per me e per tutto il popolo palestinese in questo nuovo anno. Anzi, è un raggio di luce e di speranza per tutte le persone nella Terra Santa. Chiedo a tutti di sollecitare il proprio Paese a sostenere la richiesta del Sudafrica prima che sia troppo tardi. Prego che la tragica violenza sul campo in Palestina-Israele diventi un punto di svolta per la trasformazione, la coesistenza e il cambiamento nella regione e nel mondo.

Vi lascio con questa bellissima canzone collettiva per il cessate il fuoco, con Ayanna Gregory. Riscalda il cuore spezzato.

In pace e amicizia

Zoughbi Zoughbi

Presidente IFOR”

 

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